La vita dei beni confiscati prima e dopo

Come lavorano e da dove nascono le cooperative di Casal di Principe, San Cipriano D'Aversa e Casapesenna

di Melissa Bonafiglia

 

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - La Summer School Ucsi di Giornalismo Investigativo (tenutasi il 14 e 15 ottobre scorso alla Reggia di Carditello) viaggia sulle note della rivalorizzazione dei beni confiscati alle mafie, della legalità, dell’economia sostenibile, fin nei minimi dettagli. Dai temi, ai relatori, agli ospiti, ai catering che hanno gestito le pause per colazioni, pranzi e cene della due giorni, tutto ha una storia, un significato, un simbolo.

Nella cornice delle lezioni, a gestire pranzo, cena e coffee break sono state le cooperative sociali che grazie ad Agrorinasce, agenzia pubblica per la legalità, hanno avuto in gestione beni confiscati alla camorra, trasformandoli da luoghi dell’illegalità e dell’abbandono, in attività produttive all’insegna della solidarietà per le categorie svantaggiate e capaci di donare sviluppo economico al territorio.

Ecco le Cooperative sociali nel dettaglio: la Davar con Dulcis in fundo, La Forza del Silenzio direttamente e con LFS Global Care, ed Eva Onlus con «Casa Lorena»

Cosa fa la Cooperativa sociale Davar?

Molto più di una semplice produzione artigianale di cioccolato. Davar è una cooperativa sociale che ha scelto di investire su soggetti di cui spesso nessuno parla, nessuno ne intravede le potenzialità, il talento, la creatività. Davar ha realizzato il progetto “Dulcis in fundo”, volto all’inserimento lavorativo di soggetti con grave disabilità fisica e pazienti psichiatrici, che ogni giorno si impegnano per fabbricare cioccolato artigianale di ottima qualità. ma oltre alla funzione che svolge e al lavoro che crea «Dulcis in fundo» ha una storia antica e piena di valori essa stessa. Nasce dai ragazzi dell'Acr, l'Azione cattolica dei ragazzi, di don Giuseppe Diana, il prete martire ucciso dalla camorra a Casal di principe nel 1994. I «suoi ragazzi» i ragazzi che giocavano con lui, diventati grandi, hanno dato vita alla cooperativa: la strada principe per sconfiggere i clan.

Via de Gasperi, angolo via Giulio Cesare, a Casal di Principe, qui è la loro dimora, più che sede lavorativa. Nella  nella «Casa delle Associazioni», una villa confiscata a Maurizio Russo, esponente del clan, uno dei luoghi dell’illegalità e del sopruso che negli anni, grazie alla rivalorizzazione di Agrorinasce ha avuto il suo riscatto ospitando il laboratorio di cioccolateria e uno spazio gratuito dedicato ai seminari e agli incontri tra le associazioni. In questo contesto, con questa storia, anche il cioccolato diventa più dolce, ha un sapore diverso dagli altri, il sapore del coraggio. Tutto in pratica è cominciato da don Peppe Diana. Dalla reazione nata dal suo sangue sparso per terra impunemente. Anche Agrorisnace nasce da quella temperie e potrebbe essere la risposta alla inadgeuatezza nazionale nel recupero dei beni confiscati. La strada c'è per salvare i beni confiscati. E' quella di Agrorinasce: non solo affidare i beni, ma prima di affidarli scegliere una associazione che può mantenerli e utilizzarli fruttuosamente, sistemare il bene per il loro lavoro e poi accompagnarli nel primo anno di lavoro. Questa è la strada.

Cosa fanno LFS Global Care e La Forza del Silenzio?

Casal di Principe, via Bologna: qui, in un passato nemmeno troppo lontano, c’era la casa di Francesco Schiavone, detto Sandokan, capo del clan dei Casalesi. La villa era l’abitazione di famiglia, luogo di progettazione delle sanguinarie azioni del clan camorristico, un unico ingresso dal lato della casa paterna. Dopo la confisca c’è voluto non poco per modificare la destinazione dell’immobile e la divisione delle due unità con ingresso e impianti autonomi, grazie alla sinergia tra Regione Campania, Provveditorato alle OOPP della Campania, Agrorinasce, la Prefettura di Caserta e il Comune di Casal di Principe, all’epoca commissariato.

Febbraio, 2010: a Casal di Principe i familiari di decine di bambini autistici si costituiscono in associazione e creano “La Forza del Silenzio Onlus”. Tramite procedura di evidenza pubblica, hanno avuto in gestione da Agrorinasce la suddetta villa. Tra quelle mura, oggi, lavorano e sono assistiti ragazzi affetti da autismo, che con la forza del silenzio fanno più rumore degli spari e delle barbarie commesse nella precedente vita della villa. Successivamente l’Associazione ‘La Forza del Silenzio ha in gestione una seconda villa confiscata ove nascono i laboratori di pasticceria e rosticceria senza glutine e una serigrafia. Nascono due nuove cooperative sociali che gestiscono le due attività. Ora sono un’importante realtà sociale con circa 80 dipendenti. Un rumore che diventa melodia, quando negli sguardi soddisfatti dei ragazzi si evince speranza per il futuro.

Cosa fa “Casa Lorena”?

“Ascolto” e “accoglienza” non sono parole comprensibili a Dante Apicella, l’ex proprietario della villa confiscata a Casal di Principe, dove oggi opera “Casa Lorena”. Invece, ascolto e accoglienza sono le parole chiave dell’attività attuale della Cooperativa sociale EVA Onlus, che ha reso “Casa Lorena” la casa delle donne vittime di violenza. Anche in questo caso la cooperativa sociale EVA Onlus attraverso una procedura pubblica ha avuto in gestione una villa confiscata da Agrorinasce ed insieme hanno costruito un progetto non solo di accoglienza e di rifugio ma anche di inclusione lavorativa delle donne vittime di violenza. Ottenuto un finanziamento dalla Fondazione Vodafone, la struttura è stata inaugurata nel marzo 2012 ed è stata avviata un’attività di catering e produzione artigianale di alimenti con il marchio “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”: confetture per dolci, per formaggi, confezioni regalo, tarallini e tanto altro. Il bene confiscato alla camorra è diventato un luogo di accoglienza e sostegno a donne vittime di violenze fisiche, psicologiche, abusi e maltrattamenti. Qui ricominciano una vita diversa, qui è attivo anche uno sportello di orientamento che si pone l’obiettivo di dare alle donne del territorio opportunità lavorative attraverso percorsi individuali personalizzati volti all'emancipazione socio-economica.

 

Per maggiori informazioni sui beni confiscati, il sistema Agrorinasce, la figura di don Giuseppe Diana, gli eroi di Casale e la caduta di gomorra si può leggere il libro «Don Peppe Diana e la caduta di gomorra», Luigi Ferraiuolo, San Paolo

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